La Filosofia

IL VINO E LA POESIA

Ogni vino ha una vita e una storia.
E’ un gioiello: un topazio un’ametista.
Come il gioiello gioca con la luce.
Vive, però. E è qui la differenza.
(dalla poesia “Festa grande” di Maria Giovanna Perroni Lorenzini)

IL SIGNIFICATO DI UN NOME

 

La nostra azienda agricola nasce all’inizio degli anni sessanta, per iniziativa di Novilio Mariani, che, stabilitosi con la famiglia in località Cervognano e precisamente in quella che nelle antiche mappe catastali è indicata come “Villa Elvira”, si dedicò per primo della sua famiglia, alla produzione del vino. La zona di Cervognano è infatti nota fin dall’antichità per la sua naturale predisposizione alla coltivazione della vite.

Poi nel duemila sedici la passione per questa attività spinge Gabriele Florio, nipote acquisito di Novilio, a prendere in mano l’azienda con il proposito di continuare l’attività del fondatore, ma anche quello di rinnovare: esempio la  nuova sede della cantina, o il proposito di usufruire delle nuove e più moderne tecniche di coltivazione della vite e di vinificazione.

Il nome dell’azienda è “Combarbia”. La parola letteralmente significa un “crocicchio di strade”, un luogo cioè dove più strade si riuniscono e dal quale si diramano, dando la possibilità a chi si trova in questa confluenza di scegliere il percorso da seguire. Ma il crocicchio è anche il luogo di sosta, di conversazione e di riposo del viandante.

Ma la parola “combarbia” ha anche un significato più profondo: quando i contadini del borgo dicevano di “andare alla combarbia” significava che si riunivano, di solito nelle stanze attigue alla Chiesa del paese, per passare una serata spensierata in compagnia, conversando tra loro e raccontandosi storie di fantasia o riguardanti fati personali. E questo avveniva alla presenza naturalmente di qualche bottiglia del nostro buon vino toscano. Ed è con questa speranza che noi abbiamo scelto per la nostra azienda il nome di “combarbia”, la speranza che il vino, il nostro buon vino toscano, diventi l’occasione di incontri di serenità di fratellanza.

Là fuori c’è freddo, è tutto coperto di neve. Aggiungiamo legna al fuoco e il ragazzo ci versi nelle coppe il rosso di Montepulciano, da una bottiglia che da anni dorme nella sua cella: un bicchiere di buon vino, di fronte a una vivace fiamma di fuoco, assieme alle dolcezze dell’amicizia, alle gioie dell’amore, e alle consolazioni della poesia, combatte il freddo invernale, caccia via i pensieri molesti e fa vivere con saggezza il mistero di essere uomini. E poi tutto il resto affidiamolo ad una volontà superiore
(Carlo Lorenzini, liberamente da Orazio)